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L'amministratore della chiesa è vittima di una truffa via e-mail

La Polizia italiana smantella una rete transnazionale di frodi e riciclaggio di denaro; le istituzioni culturali di Firenze subiscono perdite per quasi 1.5 milioni di euro

La Polizia italiana ha annunciato giovedì di aver smantellato con successo un'organizzazione criminale internazionale attiva in diversi paesi europei. L'organizzazione ha truffato le vittime per circa 30 milioni di euro attraverso sofisticate truffe via e-mail, trasferimenti di fondi e metodi di riciclaggio di denaro, tra cui le istituzioni ufficiali responsabili della gestione di importanti siti del patrimonio culturale di Firenze.

Secondo i rapporti della Polizia, la Procura di Brescia ha emesso mandati di arresto per 10 sospettati della rete criminale, tra cui diversi cittadini italiani. La Polizia ha dichiarato che il caso è ancora in fase di indagine ed è possibile che altri sospettati vengano perseguiti.

Una truffa via e-mail innesca un'indagine

L'indagine è iniziata con una segnalazione della rinomata istituzione culturale fiorentina, l'**Opera di Santa Maria del Fiore**. Questa organizzazione senza scopo di lucro è responsabile della manutenzione, del restauro e della gestione quotidiana di siti del patrimonio artistico e storico di fama mondiale a Firenze, tra cui la Cattedrale, il Campanile e il Battistero.

Nel 2024. l'istituzione ha scoperto trasferimenti anomali nel suo sistema finanziario. Un'indagine interna ha confermato che l'istituzione era stata vittima di un sofisticato attacco di Business Email Compromise (BEC).

I criminali hanno avuto accesso illegalmente e monitorato la corrispondenza email dell'istituzione per un lungo periodo, tracciando con precisione le comunicazioni con l'impresa di restauro incaricata, le scadenze dei pagamenti e gli importi delle transazioni. I truffatori hanno quindi falsificato gli indirizzi email, impersonando l'azienda partner responsabile dei lavori di restauro e conservazione, e hanno inviato false istruzioni di pagamento all'istituzione.

Non riuscendo a rilevare l'anomalia in tempo, la Soprintendenza del Duomo di Firenze ha trasferito fondi più volte, secondo quanto previsto dal "contratto", versando infine quasi 1.8 milioni di euro su conti bancari controllati dai criminali.

Recupero limitato dei fondi, perdite significative

Dopo l'incidente, la polizia ha rapidamente congelato alcuni dei conti coinvolti e ha recuperato con successo circa 300.000 euro. Tuttavia, circa 1.5 milioni di euro rimangono non recuperati, causando significative perdite finanziarie all'istituzione culturale.

La polizia ha dichiarato che i fondi sono stati ripetutamente frazionati e trasferiti in diversi paesi e conti fittizi in un lasso di tempo molto breve, per poi entrare nel sistema finanziario clandestino, aumentando la difficoltà di rintracciarli e congelarli.

Scoperta di una rete di riciclaggio di denaro più ampia

Il Procuratore Capo di Brescia, Francesco Prete, ha dichiarato in una conferenza stampa che questo caso non è un caso isolato, ma piuttosto rivela un panorama criminale transnazionale su larga scala.

L'indagine ha rilevato che la rete di frode era strettamente collegata ad attività clandestine di strozzinaggio e riciclaggio di denaro sistematico attive in Italia, in particolare coinvolgendo organizzazioni criminali di origine cinese. Queste organizzazioni utilizzavano attività commerciali apparentemente legittime come la ristorazione, il commercio all'ingrosso, la logistica e l'import/export per "riciclare" fondi illeciti, che venivano poi reintrodotti nelle reti finanziarie clandestine.

Prete ha dichiarato: "Le attività di riciclaggio di denaro che coinvolgono organizzazioni criminali cinesi stanno mostrando una preoccupante tendenza all'aumento. Il problema è che spesso troviamo difficile risalire alla vera origine e alla destinazione finale di questi fondi, il che rappresenta una seria minaccia per la regolamentazione finanziaria e l'ordine sociale".

L'identità dei soggetti coinvolti non è ancora stata resa pubblica.

Per motivi di riservatezza investigativa e giudiziaria, la polizia non ha ancora reso noti i nomi e le nazionalità specifici delle persone arrestate o ricercate. Tuttavia, le forze dell'ordine hanno confermato che i soggetti coinvolti si trovano in diverse città italiane e intrattengono rapporti di cooperazione a lungo termine con gruppi criminali di altri paesi europei.

La polizia ha sottolineato che tali truffe sono in genere altamente organizzate e professionali. I criminali hanno una profonda conoscenza dei processi aziendali interni, dei sistemi finanziari e dei sistemi bancari transfrontalieri, rendendo istituzioni e privati facili bersagli se abbassano la guardia.

Avvertimento ufficiale: Rafforzare il controllo interno dei rischi

La polizia e i procuratori italiani hanno utilizzato questo caso per ricordare nuovamente a istituzioni pubbliche, aziende e organizzazioni non profit:

Tutte le istruzioni di trasferimento che coinvolgono ingenti somme di denaro devono essere verificate attraverso più canali indipendenti.

Mantenere un'elevata vigilanza sugli indirizzi email e sulle modifiche dei conti bancari.

Rafforzare la sicurezza informatica interna e la formazione antifrode per i dipendenti.

Segnalare immediatamente eventuali anomalie alla polizia e contattare la banca per congelare i fondi.

La polizia ha dichiarato che le indagini sono in corso e non esclude un'ulteriore espansione e una più stretta cooperazione con le forze dell'ordine europee e internazionali per smantellare completamente questa rete criminale transnazionale.

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